- A Terni nel 1932 perse la cara mamma
Leontina ormai centenaria; nel 1934 scomparve anche la moglie Aida
Agostini che aveva sposato il 6 ottobre 1917 a Roma; e nel 1936 si
unì in matrimonio con Almerinda Rosica a Pescara il 10 novembre
1936.
- Nell’anno scolastico 1932/33 tornò,
in Abruzzo, per insegnare Scienze naturali presso il Liceo Ginnasio
“G. D’Annunzio” di Pescara con l’intenzione di fondare un museo,
cosa che intraprese subito, riuscendo a raggiungere il traguardo nel
gennaio 1943 con l’inaugurazione ufficiale, anche se parziale.
- Si occupò di ricerca nel campo delle
Scienze naturali, curando anche la pubblicazione di alcuni studi; fu
anche raccoglitore instancabile di esemplari del mondo animale,
vegetale e minerale.
- Ma dopo i primi bombardamenti del
‘43 su Pescara: - dice il Polsoni nell’introduzione al volume “Vita
Paesana” - “costretto a sloggiare ... mi vidi condannato ad una
nuova pena, a me tanto dura: l’ozio forzato. Privo di libri e senza
l’occorrente per fare almeno una raccolta botanica ... oppressa la
mente dalle notizie sulla spogliazione della casa e sulla completa
rovina abbattutasi in tutte le sale del “Museo Civico di Scienze
Naturali”. Pertanto si domandava quale poteva essere il travaglio
del suo animo. “Cominciai ad occupare lo spirito nella meditazione.”
Continua quindi il Polsoni ricordando che una simile sorte era
toccata a personaggi della storia come Cicerone, Ovidio, Seneca,
Dante, Silvio Pellico, Settembrini.
- E così nacque “l’idea di fare una
rivista retrospettiva del mio paese natìo... e, sgranellando strofe
dopo strofe ... dopo aver risciacquato i miei cencelli nel Sangro,
sono arrivato a mettere insieme questo volume (Vita Paesana):
rievocazione della vita quotidiana semplice, della vita paesana...
immagini, spiriti, voci dei passato.”
- Qui il Polsoni conclude dicendo di
non essere “invasato dal fanaticus error dei versi.”
- È molto agevole cogliere
l’itinerario spirituale che il Polsoni seguì ritirandosi a Paglieta
(CH) nel luglio ‘44: lo scienziato lentamente cede il passo
all’umanista finché la vena poetica esplode come una sorgente
d’acqua limpida e cristallina, per troppo tempo tenuta a freno.
- Si tratta di una specie di corto
circuito che avviene a seguito dell’impatto di un professore di
scienze che dopo circa mezzo secolo si ritrova inopinatamente
immerso, come d’incanto, in quel mondo mitico della sua fanciullezza
riscaldato e protetto dagli affetti familiari e dalla comunità
locale. In proposito è un suo pronipote (Alfonso) a darci delle
informazioni sull’uomo, in un articolo “Alfredo Polsoni, l’uomo, il
ricercatore”, apparso sulla rivista “39° Settembrata Abruzzese”:
- “…. Dopo lo sfollamento zio Alfredo,
tornato a Paglieta, venne a vivere inizialmente a casa dei miei, e
così imparai a conoscere la persona piena di umanità e sempre
desiderosa di comunicare con parenti ed amici, ma soprattutto
con suo fratello Nicola. Specialmente a tavola si attardava a
ricordare con tutti noi la vita paesana della sua fanciullezza,
certi personaggi, abitudini, consuetudini, riti religiosi, cucina,
linguaggi, motti e certe inflessioni connotative di Paglieta”.
-
- Il pronipote fa fatica a riconoscere
lo zio che aveva conosciuto nell’ottobre 1940 quando si recò a
Pescara per motivi di studio: “una figura distaccata di Professore,
tutto preso dai suoi studi ed impegni per il Museo, dove allevava
ragni e pidocchi e dove per la prima volta mi trovai davanti a
leoni, zebre ed una grande varietà di uccelli in un salone arredato
da una ventina di armadi di cristallo…”.
- “A mia madre, per esempio,
proponeva” - è sempre il nipote che parla – “ricette di cucina
paglietana ormai a noi ignote ... minestra di fave secche, farro.
Insomma questo suo ritorno alle radici paglietane aveva fatto
esplodere tutta la sua umanità repressa”.
- Comunque la sua vivace curiosità
sostenuta da un sincero ed instancabile spirito di ricerca lo
portarono a spaziare in altri campi come quello della musica,
cimentandosi con la composizione popolare abruzzese di cui resta una
canzone: “Vié’, n’te n’abbrevugnà”.
- Pur lontano dalla sua terra natia,
ne mantenne viva la memoria, per cui compose una centuria di sonetti
in dialetto, e curò la raccolta di “motti e detti” abruzzesi.
- Compose anche in Latino, superando
il centinaio tra epigrammi, indovinelli, ecc.
- Una particolare attenzione rivolse
alla “cucina” sia nazionale che abruzzese, ricavandone un ricco
ricettario di cucina: culinaria, pasticceria, frutta sciroppate e
candite, liquori.
- Recentemente tra le sue carte ed
appunti sono state trovate una proposta di “guida allo studio della
Biologia” ed una “operetta teatrale” (vaudiville), che lui stesso
rappresentò, insieme ai suoi compagni di studi, a Chieti in
occasione del Carnevale 1894.
- La formazione scientifica di Alfredo
Polsoni, la sua passione per i Classici e la sua sensibilità lo
portarono a coniugare onorevolmente le scienze, le lettere e le
arti.
- Alfredo Polsoni perciò viene
ricordato, oltre che per la sua apprezzata opera di professore e di
studioso, per la sua poesia in Latino, collocandolo tra le figure
più significative di umanisti abruzzesi del ‘900. Ma va ricordato
anche per la raccolta di sonetti in dialetto “Vita Paesana”, lavoro
che secondo il prof. Giammarco si colloca “nel panorama della
cultura regionale” nazionale tra le opere che sono testimonianza non
menzognera dell’“italianità dei dialetti”.
-
- I - Museo di Scienze Naturali
- Liceo Ginnasio “G. D’Annunzio” di Pescara.
- Il Museo, che occupava 7 sale al 1°
piano del palazzo dell’omonimo Istituto, è stato realizzato nel
periodo 1933/43 per iniziativa del prof. Alfredo Polsoni, docente di
Scienze Naturali nello stesso Liceo, e con il consenso e l’aiuto del
Comune, della Provincia e del Governo. La prima inaugurazione,
parziale, è avvenuta nel gennaio 1943. Si tratta di un’opera dello
Stato di rilevanza scientifico-culturale ed educativa, unica nel suo
genere - allora - nel centro-meridione d’Italia.
- II - Pubblicazioni scientifiche
- 1. “Sull’anatomia del
Cinnarnomum Camphora” - Tolmezzo 1909.
- 2. “Fenomeni di tipo carsico
nelle formazioni gessose del Comune di Gissi” – Tolmezzo 1909.
- 3. “La flora apistica della
Calabria Ulteriore I” - Modena 1912.
- 4. “Ricerca sui principali
elementi del clima di Vasto” - Vasto 1914.
- 5. “Materiale didattico di
Fisica preparato nella R. Scuola Tecnica di Vasto” - Vasto 1917.
- III - Pubblicazioni letterarie
- 1. “Vita paesana: figure e
spunti in vernacolo abruzzese”, Ed. Stampa d’Abruzzo - Paglieta
1951.
- 2. Idem – IIª edizione - R.
Carabba editore - Lanciano 1983.
- 3. “Nugae oblitae Latio” - Ed.
Stampa d’Abruzzo - Paglieta 1956.
- IV - Lavori inediti
- 1. “Ricettario di cucina
nazionale e abruzzese”.
- 2. “Motti e detti abruzzesi”.
- 3. “Vié’, n’te n’abbrevugnà”
- canzone - versi e musica di Alfredo Polsoni (esecuzione RAI
Regionale 19/09/1955).
- 4. “Guida allo studente per
favorire lo studio della Biologia attraverso il libro di testo”.
- 5. “La mania delle visite
ossia il modo di guadagnare un pranzo” operetta in due atti (vaudiville).
-
- Museo Civico di
Scienze Naturali
- “Aida Polsoni Agostini”
- R. Liceo Ginnasio “G.
D’Annunzio”
- Pescara - Via Vittorio
Veneto, 29
-
- Il Museo come Centro di Cultura
e di Ricerche
- Il Museo è stato realizzato nel
decennio 1933/43 con il consenso e l’aiuto del Comune, della
Provincia e del Governo.
- L’iniziativa fu presa, con il
conforto del Preside Gino Cappelletti, dal prof. Alfredo Polsoni,
ordinario di Scienze Naturali dall’a. s. 1932/33, che fece “legale
donazione” allo Stato – recepita con Regio Decreto – di un
consistente materiale scientifico di sua proprietà.
- Il prof. Polsoni, “in un decennio,
riuscì a raccogliere ed a ordinare una grande quantità di materiale
indigeno ed esotico da costituire una delle più belle, ricche ed
interessanti raccolte scientifiche d’Italia – allora le città che
ospitavano musei del genere erano Genova, Milano, Torino, Trento e
Trieste - e certamente l’unica nel centro meridione della penisola”.
- Il museo, di proprietà dello Stato,
occupava l’ala sinistra del 1° piano del palazzo del Liceo Ginnasio
“G. D’Annunzio” di Pescara.
- Le finalità del Museo erano:
- “l’integrazione dell’insegnamento
scientifico delle scuole, l’istruzione del popolo, l’assunzione di
funzioni proprie di un Centro di cultura e di ricerche”.
-
- La realtà del Museo
- Sette erano le sale, oltre allo
studio-laboratorio, occupate dal Museo e sessanta gli armadi di
cristallo a due piani, con chiusura ermetica e con vista a 360°.
- Migliaia gli esemplari ed i pezzi,
anche storici, che erano stati raccolti ed ordinati con
sistematicità scientifica: mondo animale e vegetale, minerali, rocce
e fossili, ed infine molte collezioni preziose, di provenienza sia
indigena che esotica.
- Tra tanti vi erano anche quelli di
valore storico, in quanto già appartenenti, per esempio, ai Papi
Gregorio XVI e Pio IX, al Re Vittorio Emanuele II, all’esploratore
Chiarini, al Duca degli Abruzzi, ad Italo Balbo, ecc.
- Per esemplificare si riportano qui
di seguito le denominazioni di alcuni esemplari e collezioni:
- a) Scimmie e proscimmie;
leone, lupo, canguro, armadilli, bradipo, opossum, bisonte, viverre,
ecc.;
- b) Crani grandi (68) e
piccoli; scheletri e corna;
- c) Uccelli esotici (1000) ed
indigeni (500); pappagalli (50 varietà); struzzi e nandù;
- d) Coccodrilli e serpenti;
- e) Insetti (farfalle, ecc.);
- f) Foca e delfino; pesci a
secco ed in liquido, spugne e molluschi;
- g) Erbario e flora; morfologia
vegetale e modelli di fiori, di innesti e funghi;
- h) Minerali e rocce (1500),
cristalli naturali (50) ed artificiali (30);
- i) Fossili;
- l) Collezioni: -
entomologiche (scatole 60);
- - carpologia (indigena ed
esotica);
- - spermologica;
- - citologiche;
- - biologiche.
- Tavole illustrative a colori
(20), quadri sinottici (30), ritratti di scienziati celebri.
-
- L’inaugurazione del Museo
- Una prima e parziale inaugurazione
ebbe luogo nel gennaio 1943 con l’intervento del Prefetto di
Pescara, Alberto Varano e di altre autorità.
- Fu aperto al pubblico un primo
salone riservato ai “mammiferi” ed agli “uccelli esotici”: i primi
ordinati in tredici armadi di cristallo e i secondi in altri sette.
Completavano la struttura tavole illustrative a colori, quadri
sinottici, ritratti di scienziati celebri.
- In tale circostanza si decise di
completare il Museo e di effettuare la sua inaugurazione definitiva
nel 1945.
- Si prevedeva che l’area espositiva
sarebbe stata estesa a dieci sale, oltre ad una parte di terreno
adiacente al palazzo.
- Il Museo vero e proprio sarebbe
stato articolato in due sezioni; la prima, la maggiore, avrebbe
dovuto comprendere il “materiale indigeno ed esotico” in generale;
mentre la seconda, la minore, sarebbe stata riservata al “Museo
Aprutino” di Scienze Naturali.
- Infine erano stati previsti: un
“acquario di pesci ed anfibi viventi”, un “giardino botanico” ed un
“osservatorio meteorologico”.
-
- Considerazioni finali
- Il prof. Polsoni è deceduto nel 1955
a Paglieta, segnato dal suo male oscuro: la perdita di questa opera,
- patrimonio culturale non solo dell’Abruzzo – voluta e perseguita,
con tenacia senza alcun compenso.
- Del Museo, - che impegnò anche il
Liceo pescarese e molte Istituzioni locali e nazionali, - non resta
nulla!
- Le uniche testimonianze sono gli
appunti del prof. Polsoni, alcuni articoli apparsi su giornali
dell’epoca e su altre pubblicazioni successive, nonché alcuni
“pezzi”, che l’attuale Preside del Liceo “G. D’Annunzio”, il prof.
Claudio Palma, ha fatto riordinare in un armadio.
- Considerato che il museo Civico di
Scienze Naturali di Pescara era un’opera scientifico - culturale ed
educativo di rilievo da annoverare certamente tra i “beni culturali”
non soltanto della città, si è ritenuto doveroso offrire una prima e
breve ricostruzione delle caratteristiche del Museo al 31 agosto
1943 a quanti – personalità, istituzioni e cittadini – fossero
interessati a conoscere e ad onorare questo “prodotto” di un figlio
d’Abruzzo.
-
- Bibliografia:
- MINCIONE G. “Umanisti della
provincia di Pescara - Alfredo Polsoni” in “Pescara e la sua
Provincia: ambiente-cultura-società”, volume II - Abruzzo, Rivista
dell’Istituto di studi abruzzesi, anni XXXII - XXXV, 1994 - 1997, p.
621.
- MINCIONE G. “La poesia latina di
Alfredo Polsoni” in “Abruzzo letterario” n. 2/89 - Edizione
dell’Urbe - Roma 1989, pp. 83/91.
- COMUNE DI PAGLIETA “Alfredo Polsoni:
poeta, umanista e scienziato”. Convegno, con il patrocinio
dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio”, Facoltà di Lingue e
Letterature Straniere, Istituto di Filologia Moderna, Paglieta, 18
novembre 1984.
- GIAMMARCO E. Prefazione a “Vita
Paesana” di Alfredo Polsoni, ristampa anastatica - Editrice R.
Carabba. Lanciano, 1983.
- ESPOSITO V. “Parnaso d’Abruzzo”,
Edizione dell’Urbe, Roma, 1980, pp. 664, 812 e 844.
- “Storia, antologia e testi di poesia
popolare”, “La poesia dialettale abruzzese dell’ultimo trentennio:
1945/1975” p. 28, Istituto di studi abruzzesi, Pescara, 1976.
- DEL VILLANO W., “Abruzzo nel tempo:
Evoluzione storico-culturale, testimonianze- problemi”, Didattica
- DI TILLIO Z. Costantini, Pescara
1970, p. 208.
- GIAMMARCO E. “Storia della Cultura e
della Letteratura abruzzese”, “A. Polsoni poeta: il dialetto”.
Edizioni dell’Ateneo, Roma, 1969, p. 143.
- DI TILLIO Z. “Alfredo Polsoni” in
Abruzzo-Supplemento, Rivista dell’Istituto di studi abruzzesi, anno
1, n. 1, gennaio 1967, pp. 24/30.
- GRAZIANI E. “Alfredo Polsoni, poeta
dialettale” pubblicato nel volume dello stesso autore “Cittadini,
compagni cortesi avversari” - Editrice Rocco Carabba, Lanciano 1991
- pagg. 247/48;
- VOCINO A. “Alfredo Polsoni”,
pubblicato nel volume II dello stesso autore “Paglieta tra cronaca e
storia” - Editrice Rocco Carabba, Lanciano 1984, pag. 642;
- DI PAOLO P. “Alfredo Polsoni nella
vita e nelle opere” in “Il Corriere”, anno II n. 2, Paglieta, Giugno
1957, pag. 2;
- DE RITIS D.
“Paglieta ricorda il poeta-umanista Alfredo Polsoni” in “Il
Messaggero” del 15 novembre 1984;
- POLSONI A. (Alfonso) “Alfredo
Polsoni – l’uomo, il ricercatore” – 39° Settembrata Abruzzese -
Pescara, settembre- ottobre 1996, pgg. 91/93.
-
- 50° anno dalla scomparsa
di Alfredo Polsoni
- (la morte è avvenuta a Paglieta (CH) il 2 giugno 1955)
-
- - “Alfredo Polsoni 1873-1955”: il
volume pubblicato nel 2004 dai pronipoti Nicola e Alfonso Polsoni
per ricordare la figura di Alfredo Polsoni in occasione del 50° anno
dalla sua scomparsa che cade il 2 giugno 2005.
-
- Iniziative e proposte
-
- a) Dott. Giuseppe Antonio LALLI
Sindaco di Paglieta
- - assicura che l’Amministrazione
Comunale realizzerà un’iniziativa entro i primi mesi dell’anno 2005.
(nota n. 6583 dell’11/10/04 e colloqui successivi)
- b) Dott. Giovanni PACE Presidente
Giunta Regionale Abruzzo “…… al servizio competente per valutazioni
di competenza … ai fini dell’acquisto della pubblicazione ‘prof.
Alfredo Polsoni 1873-1955’”. (nota n. 1603 del 21/11/04)
- c) Prof.ssa Maria ALIMONTI Preside
del Liceo Ginnasio “G. D’Annunzio” – Pescara
- - dichiarazione d’impegno ad
intraprendere un’iniziativa per ricordare il prof. Alfredo Polsoni,
docente di Scienze naturale e fondatore del Museo Civico. (da
colloqui ed incontri avuti mesi di gennaio/febbraio 2005).
- d) Prof.ssa Norina CIANCI CERVO Già
docente e vicepreside negli anni 1948-55, nonché preside nell’a.s.
1955/56 della Scuola Media Comunale di Paglieta. …. Io continuo a
pensare alla borsa di studio (nota – Roma 18/01/05).
- e) Prof. Giuseppino MINCIONE
Latinista internazionale e già docente di Letteratura latina e
Letterature comparate all’Università “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara.
(stralcio delle proposte contenute nella presentazione del libro
“prof. Alfredo Polsoni – 1873/1955”).
- - per il Comune di PESCARA: “ora su
questo Museo avviato e realizzato da Alfredo Polsoni, presso il
Liceo Classico Statale di Pescara come ‘Centro di Cultura e
Ricerche’ ….. vorrei spendere una parola anch’io per dire: ciò che è
stato avviato e realizzato con tanto amore e competenza va portato
avanti da chi di dovere, perché è un arricchimento del Liceo
Classico e del Comune di Pescara, dove queste novità andrebbero
riconosciute, valorizzate ed incrementate …. La città, che non può
vantare centri ed istituzioni scientifiche, potrebbe avvalersi di
questo Museo per far conoscere anche tale caratteristica nel suo
ambito”.
- - per il Comune di PAGLIETA: “un
appello va doverosamente rivolto anche al Comune di Paglieta, perché
prenda iniziative per ricordare meglio questo figlio illustre
pubblicando tutte le sue opere ….., facendo erigere in suo onore un
monumento …... Paglieta deve essere orgogliosa di questo figlio
illustre per quanto ha lasciato ed ha operato durante la vita, le
quali cose faranno ricordare di più il suo paese ed i suoi con
cittadini…..”
- g) Prof. Giuseppino MINCIONE
L’illustre latinista Mincione ha voluto infine onorare la memoria di
Alfredo Polsoni componendo un’EPIGRAFE in latino, datata 4 dicembre
2004:
-
- Pro
- ALFREDO POLSONI,
- Qui physiologus fuit
- et plurimos annos rerum naturam docuit,
- perennis memoria
- ------------------
- Maxima fama tibi sit nunc, Alfrede professor,
- libris qui pagum fers super astra tuum.
- Multos tu pueros physicam studio docuisti,
- naturam ut possent semper amare magis.
- Tu triplici lingua scripsisti carmina nobis,
- In triplici lingua culta poësis inest.
- Defunctus famam possis modo habere,
poeta,
- quae tibi tunc vivo forte negata fuit.
-
- In Pago qui “Paglieta” vulgo appellatur,
- pridie Non. Dec., a. D. MMIV.
-
- IOSEPHINUS MINCIONE
-
- (testo tradotto in Italiano)
-
- Per ALFREDO POLSONI,
- che fu studioso di scienze naturali e fisiche
- e le insegnò per molti anni,
- perenne memoria.
- ----------------
- Grandissima fama a te ora sia, o professore Alfredo,
- che con i libri porti sopra le stelle il tuo paese.
- Tu con amore hai insegnato a molti giovanetti scienze
naturali,
- affinché potessero sempre più amare la natura.
- Nella triplice lingua tu hai scritto poesie per noi
- E nella triplice lingua c’è la dotta poesia.
- Da defunto tu ora possa avere, o poeta, quella fama,
- che ti è stata negata per caso da vivo.
-
- Nel Paese che volgarmente “Paglieta” è chiamato,
- 4 dicembre, anno del Signore 2004.
-
- GIUSEPPINO MINCIONE
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